Welcome
Benvenuti nel forum de:<strong>lagiostradidante</strong>.

Stai visitando questo forum come ospite, perció hai un accesso limitato alle utenze. Questo é un gioco di ruolo. Se vuoi prendere parte, registrati, <a href="/profile.php?mode=register">join our community today</a>!

IL BLUES DEL TEMPIO

Pubblicate qui i racconti del vostro personaggio. Verranno poi presentati nelle altre pagine della community.

IL BLUES DEL TEMPIO

Postby Aeribella Lastelle on Thu Sep 18, 2008 3:36 pm

Il vecchio uomo vestito di piume aveva due fiamme per occhi. Si aggirava senza meta nei pressi della porta del tempio, seduto sui gradini di marmo, poggiato alle colonne venate, oppure sdraiato per terra, come se fosse morto, ma morto non era…
Nel tempio dimoravano i segreti, quelli ancestrali, quelli appartenenti a tempi antecedenti all’uomo. Ce li deposero i nostri antenati, i figli delle stelle. Per accedervi non esistono strade, non servono mappe. È un luogo che appartiene al sogno, un sogno diverso. Già, perché anche di quello ci siamo dimenticati, dell’altro modo di sognare…
Forse ci ero arrivata per caso. Forse il caso non esiste. Fatto sta che mi ritrovai davanti all’entrata di quel tempio, una costruzione marmorea imponente, stagliata su un cielo nero, privo di astri. Io, figura gracile, nel mio pigiama diventato un vestito di veli multicolore, una sinfonia di garze sgargianti mosse da un vento cosmico. Davanti a me le scalinate e poi il vecchio, quello con le piume. Un sogno nel sogno, o più probabilmente il risveglio da ciò che chiamiamo realtà.
“Chi era il vecchio?”, continuavo a chiedermi. Cosa significavano le piume? E poi c’era quel suo sguardo fiammeggiante, che stranamente non incuteva paura. Era un fuoco legato all’energia stellare, non alle rappresentazioni bibliche dell’inferno. Nel sogno mi sembrava di poter più facilmente discernere il vero dal radicato; la purificazione dello spirito era in corso.
Mi avvicinai a lui movendo un passo alla volta, percependo ogni singola giuntura del mio corpo, un gradino, poi un altro, mentre rimaneva sopito sotto la volta, dormiente oppure all’erta, tutt’uno con il tempio. Il vecchio con le piume e la ragazza con i veli, un sogno sotto il cielo d’ebano. Ero io la protagonista, oppure lo era una parte dell’universo attraverso me?
«Che sogno è mai questo?» domandai, una volta giunta davanti al vecchio. Lui sollevò lo sguardo, due stelle che esplodevano nelle orbite oculari.
«Ah, sei tu!» disse lui, ergendosi su due gambine secche e nude, le uniche parti del suo corpo non ricoperte di piume.
«Mi aspettavi?» chiesi io confusa.
«Siedo da solo davanti all’entrata di un tempio. Che credi che ci stia a fare? Aspetto. Tu, lui, l’altro, chiunque venga. Oggi è il tuo turno? Benvenuta!»
«Ma non eri certo che fossi io?»
«Che differenza fa?» poi ci pensò un attimo e concluse «Ah già, dimenticavo. Sei una di quelli…»
«Una di quelli cosa?»
«Quelli perduti nella propria identità…»
«Che vuoi dire?»
«Io sono il Piumato. Non proteggo l’entrata del tempio. Sono io il tempio. L’edificio di marmo è qui solo per fare scena. Dentro è vuoto.»
Intuì che c’era qualcosa di sbagliato, ma era ancora troppo presto per tirare delle conclusioni.
«Credi che abbia perso la mia identità?»
«Al contrario, ragazza. Ti sei perduta proprio quando hai conquistato la tua cosiddetta identità. Siete strani voi uomini. Continuate a ripetere che non esiste cosa peggiore della solitudine, e poi fate di tutto per rimanere da soli» Continuava a cambiare posizione. Si sedette sugli scalini del tempio, pardon, il finto edificio di marmo. Io gli andai dietro insieme alle garze svolazzanti.
«Vuoi dire che la ricerca della nostra identità ci porta ad isolarci?»
«Può anche essere. Il disegno è anche uno scarabocchio…»
L’edificio scomparve e al suo posto spuntò una foresta. Era una foresta aliena, di cui non riconobbi alcuna specie vegetale. Il Piumato si dondolava su un ramo contorto. Io lo guardavo dal basso, ferma al centro di una radura. Calpestavo erba rossa.
«Detieni risposte o solo vaghezze, vecchio Piumato?» seguivo le mie intuizioni. Lui sembrò sorpreso, e mi guardò con un cipiglio.
«Sei più evoluta di quanto pensassi. Devi appartenere ad una nuova corrente… Comunque, niente vaghezze. Le risposte sono così come tu le vuoi.»
Lo lasciai perdere per un momento. Lui non sembrava farci caso. Osservavo gli alberi, le piante, un uccello nel cielo con un becco ricurvo e delle piume rosate. Era la prima volta che lo vedevo.
«Che cos’è questa foresta?»
«Domran, una foresta fortuita. Ne possiamo caricare un’altra se questa non ti piace. »
«No, va benissimo. Credo di avere capito il tuo obiettivo…»
«Davvero?»
«Certo. Vuoi evitare di dare un senso a questa storia. Per questo parli di vaghezze e certezze come se fossero la stessa cosa. Ma io non ti permetterò di rovinarmi questo sogno…»
«Ehi ragazzina, non puntarmi addosso l’indice» esclamò lui alterato. «Guarda che sei stata te a venire da me.»
«No, sei stato tu a chiamarmi!» ribattei io.
«Vabbé, come preferisci!»
Scese dal ramo con un balzo leggiadro. La foresta non era altro che una tenda che lui riuscì a scostare con un semplice gesto. Dietro si apriva il vuoto. Ci orbitavano i pianeti. Giove, Saturno… C’era anche la terra, meravigliosa sfera azzurra.
«Ti piace così» mi domandò.
Sentivo che eravamo quasi arenati. Dovevo spingermi oltre, se volevo evitare di svegliarmi da un sogno come un altro. Ma certo, i segreti…
«È stato il caos a trovare l’ordine o viceversa?»
Il Piumato mi riguardò negli occhi. Questa volta era diverso…
«Si sono incontrati nei crocevia dell’universo…» rispose.
«Equilibrio?» ribattei.
«Qualcosa del genere. Ti sembrerà strano, ma la ragione ultima non è la vita.»
Lo guardai perplessa.
«E allora, qual è il senso di tutto?»
Lui mi venne vicino, troppo vicino.
«Guarda i miei occhi!» fu il suo ordine.
Le stelle esplosero, il tempo finì e fu allora che io mi svegliai. Tutt’ora ignara delle mie percezioni, rievoco l’uomo con le piume ed il tempio che diceva di rappresentare. Così immagino un mondo al di fuori di questo, ed un senso nel non significato del tutto.
Poi mi rileggo e scopro di essermi persa in un altro maledettissimo blues.
User avatar
Aeribella Lastelle
 
Posts: 32
Joined: Tue Jun 17, 2008 1:22 pm

Return to RACCONTI

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 0 guests

cron